Milano, (TMNews) - A Gaza le scuole non riaprono. Molte sono rifugi per i senzatetto, come Naifa Al Amoudi e i 14 membri della sua famiglia. La sua casa è stata in parte distrutta dai bombardamenti israeliani. Sono tutti qui, alla scuola per ragazzi di Jabalyia. Spiega Naifa:"Preferirei stare a casa, a casa possiamo lavarci e mangiare, qui non c'è cibo buono e non c'è il bagno, ma abbiamo paura. Abbiamo i bambini piccoli, dove possiamo andare?".Questa scuola di Jabalyia almeno è intatta. Decine di altre sono state danneggiate, come la scuola di Shejaiya che è gestita dall'Onu. In una notte di luglio qui sono morte 16 persone che si credevano al sicuro, un episodio che ha scatenato la condanna internazionale. Fra i bambini feriti c'era anche la piccola Malak. "Quando vado a letto ho paura delle bombe", dice. "Sono stata tre giorni in ospedale per la febbre per il fumo dei missili".Questa scuola come molte altre avrà bisogno di settimane o mesi di riparazioni. Impossibile riaprire dopo le vacanze estive, spiega il portavoce dell'UNRWA, l'agenzia palestinese per i rifugiati, Adnan Abu Hasna: "108 strutture UNRWA sono state danneggiate, fra cui 75 scuole. E' impossibile riprendere le lezioni per ora".Agli studenti palestinesi è stato detto che la scuola ricomincerà solo due settimane dopo la firma di un cessate il fuoco permanente con Israele. E con la scuola chiusa in autunno se ne va l'aspettativa di una vita normale.