Roma, (TMNews) - Per i residenti di Gaza, quasi due milioni di persone, i danni dell'offensiva israeliana hanno peggiorato la situazione già devastata delle infrastrutture e creato molte emergenze mediche quotidiane.Un caso fra tanti, quello di Anaam Natour, sessant'anni, soffre di fibrosi polmonare e dipende dalle bombole d'ossigeno. Ma i suoi apparecchi non funzionano da quando l'unica centrale elettrica di Gaza è stata messa fuori uso. Gli ospedali lavorano coi generatori, ma non lì c'è posto.A casa, dice il figlio Mahmoud, non hanno soldi; "un generatore per 17 ore al giorno costerebbe 45 dollari al giorno di carburante, non possiamo permettercelo".La centrale elettrica di Gaza è stata colpita varie volte dai missili israeliani; l'esplosione dei depositi ha causato un immenso rogo. Secondo i tecnici le riparazioni potrebbero prendere fino a un anno. La Striscia non può più contare sull'elettricità di Israele. Mohammed Abu Wadfa, capo della manutenzione della compagnia elettrica di Gaza, spiega: "anche le linee delle forniture elettriche sono state bombardate".Israele vuole distruggere la rete dei tunnel sotterranei costruiti a Gaza e accusa Hamas di usarli per introdurre armi nella Striscia e terroristi sul territorio israeliano. Ma i tunnel vengono anche usati per introdurre a Gaza di contrabbando petrolio e benzina, aggirando l'embargo di terra, di mare e di aria imposto alla Striscia. Un altro dei paradossi di questa crisi senza fine.