Rho, (askanews) - I 6 mesi di Expo Milano 2015 sono stati la stagione della semina, ora bisogna coltivare i frutti. Il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, traccia il bilancio dell'Esposizione universale a conclusione dell'evento "Expo dopo Expo. Le eredità di Milano 2015": 26 tavoli tematici riuniti per discutere le sfide globali legate al tema dell'evento, dalla lotta allo spreco alimentare alla sfida fame zero nel 2030. Si conclude un percorso ideale iniziato il 7 febbraio scorso all'Hangar Bicocca, con al centro i contenuti della Carta di Milano e lo sguardo rivolto a dopo il 31 ottobre, giorno di chiusura, quando ci sarà anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella."Penso che l'Italia abbia saputo sentire su se stessa fino in fondo la sfida di Nutrire il pianeta energia per la vita e penso che questa sia una delle eredità più belle che lasciamo anche oltre il 31 ottobre", ha detto Martina.Il pensiero va al futuro dell'area Expo. Martina assicura l'impegno del governo, grazie anche all'ingresso nella società Arexpo, proprietaria dell'area dove sorge l'Esposizione universale. Per il futuro l'ipotesi più probabile è quella di costruire qui la nuova cittadella universitaria, sposata sia dal ministro che dai due azionisti Comune di Milano e Regione Lombardia. Il destino dell'area Expo riguarda non solo la città ma l'Italia, come sottolinea il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone: "È un'area che può diventare strategica, una grande occasione che deve essere frutto anche di scelte più ampie. C'è da fare valutazioni complicate che mettono insieme le esigenze del territorio e quelle dell'intera nazione. È una scelta di carattere politico corretta".Cantone parla di Expo come modello di gestione degli appalti che può essere esteso, e della necessità di semplificare le normative a partire dal codice degli appalti: un invito accolto dal commissario, Giuseppe Sala. Alla fine di un'altra giornata da record di visite, si guarda allo sbarco della Carta di Milano all'Onu, con la consegna al segretario generale Ban-Ki Moon il 16 ottobre.