Rho-Pero, (askanews) - La dieta mediterranea è la base dell'alimentazione sana di un campione, ma anche di chi non fa sport o lo pratica in modo non agonistico. È la conclusione dell'incontro tra sportivi delle Fiamme oro, esperti e preparatori con i giovani a Expo 2015: l'occasione è il convegno, organizzato dalla polizia di Stato, sulla connessione tra regime alimentare e sport di alto livello, usi e abuso di integratori alimentari e fenomeno del doping. Roberto Cammarelle, medaglia d'oro a Pechino e due volte campione del mondo. "Abbiamo cercato di fare capire loro come si mangia sano, è come il mangiare sano produca effetti positivi come essere al massimo per la prestazione fisica. Bisogna mangiare tutto, io sono molto goloso: faccio la categoria dei super massimi senza limiti di peso e ogni anno mi regalo un chilo o due".Il professor Angelo Lorenzini, direttore tecnico del settore acquatico Fiamme Oro di Roma, consiglia 5 pasti al giorno, 3 principali e due spuntini: no agli integratori per chi non fa sport agonistico, nessuna demonizzazione dei carboidrati, che devono incidere per il 55% sul fabbisogno giornaliero. "Basta avere una sana alimentazione con i ripartimenti di nutrienti classici e caratteristici della dieta mediterranea. Un atleta come Cammarelle che si allena 6 ore al giorno necessita di una integrazione ma è importante che sia fatta da un professionista, quindi un medico nutrizionista".In prima fila al convegno della polizia Franco Baresi, campione del mondo di calcio 1982, in sala le campionesse di nuoto sincronizzato Sara Sgarzi, Camilla Cattaneo e Alessia Pezone.