Corleone (askanews) - A Corleone la denuncia di otto imprenditori costretti a pagare il pizzo ha fatto scattare le manette per 12 persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso e dei delitti di estorsione e danneggiamento. Segno che qualcosa è cambiato nella storica roccaforte mafiosa, regno di Bernardo Provenzano, il cui nipote è fra gli arrestati. Libertà vigilata di 2 anni invece nei confronti di 2 soggetti che stavano progettando di commissionare un omicidio.

L'operazione è frutto del lavoro dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale e dalla Compagnia Carabinieri di Corleone e ha colpito personaggi di vertice del mandamento mafioso di Corleone e delle famiglie di Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano.