Milano (askanews) - Oltre 86,7 milioni di bambini sotto i 7 anni hanno vissuto la loro intera vita in zone di conflitto, mettendo a rischio il loro sviluppo cerebrale. Lo sostiene un rapporto dell'UNICEF che lancia l'allarme.Durante i primi 7 anni di vita il cervello di un bambino riesce ad attivare 1.000 cellule celebrali ogni secondo. Le connessioni cerebrali sono come mattoni per il futuro dei bambini, influenzano la loro salute, il loro benessere emotivo e le loro abilità per l'apprendimento.I bambini che vivono in aree di conflitto sono spesso esposti a traumi estremi e per questo rischiano di vivere in uno stato di forte stress, condizione che inibisce le connessioni nel cervello con significative conseguenze sul loro sviluppo cognitivo, sociale e fisico."I bambini, oltre alle minacce fisiche che affrontano nell'immediato durante le crisi, sono anche a rischio di profonde cicatrici emotive. I conflitti tolgono ai bambini sicurezza, famiglie, amici, giochi, normalità.", ha dichiarato Pia Britto, Responsabile UNICEF per lo Sviluppo della Prima Infanzia.I dati dell UNICEF mostrano che a livello globale 1 bambino su 11 con meno di 6 anni cresce in situazioni di conflitto e il suo cervello si sviluppa in queste condizioni."Per questo è necessario investire ancor di più sui bambini e su coloro che se ne prendono cura per ridare un senso di infanzia anche nel mezzo del conflitto".