Roma, (askanews) - Ottocento anni di Magna Carta: il documento fu siglato il 15 giugno 1215 dal re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra costretto dai suoi baroni ed è considerato all'origine dei diritti degli uomini liberi di fronte al potere e anche della democrazia parlamentare. Ma quanti europei sanno oggi cosa sia la Magna Carta e che impatto ha avuto nella storia? L'Ipsos, una delle più grandi società di sondaggi del mondo, lo ha chiesto a 17.000 abitanti di 23 paesi. Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, ci ha spiegato: "In questo momento è interessante riflettere sui valori simbolici che la Magna Carta ha espresso". Fra i risultati più interessanti, si nota che gli italiani si distinguono in positivo: quasi due italiani su tre, il 62%, hanno sentito almeno parlare della Magna Carta. "E' interessante osservare" dice Pagnoncelli, "che si associa la Magna Carta ai diritti umani fondamentali, soprattutto allo Stato di diritto e e al processo con giuria".In effetti, osserva Pagnoncelli, la Magna Carta riveste ancora oggi un valore importante, "da un lato si tende a dare per scontato che la libertà e i diritti siano qualcosa di acquisito, e lo vediamo anche in Italia quando attraverso i processi di riforma si mettono in discussione alcuni diritti: la reazione è vibrante. Dall'altro lato bisogna riflettere al confronto fra culture: noi in questa fase storica siamo minacciati da alcune culture fondamentaliste. Riscoprire il valore della Magna Carta e dei suoi diritti vuol dire ricordare quanto questi valori siano importanti per la civiltà e la convivenza".Ci sono, aggiunge Pagnoncelli, "delle inquietudini diffuse nell'opinione pubblica di fronte agli attentati terroristici. Ma riflettendo sull'Italia vediamo che per i cittadini ci sono quattro diritti in pericolo: uno è la democrazia in quanto tale, legato al rischio del fondamentalismo; e poi i diritti umani fondamentali; il sistema giudiziario indipendente, questo è un tema tipicamente italiano; e poi la libertà di espressione. Sono tutte preoccupazioni che toccano dal 29 al 43% delle persone che abbiamo interpellato".