Roma, (askanews) - A livello mondiale, un'impresa su tre non ha alcuna donna in posizione apicale. Lo dice una ricerca commissionata dal network di società di revisione contabile Grant Thornton in occasione dell'8 marzo. Ce ne parla Silvia Fiesoli, partner dell'italiana Ria Grant Thornton.L'analisi annuale della Grant Thorton riguarda 5.520 imprese in 36 economie del mondo e indica che sebbene ci sia un aumento delle donne in posizioni apicali (dal 22% del 2015 al 24% attuale), un terzo delle imprese ancora non ha alcuna donna in posizioni di vertice.I paesi con le più alte percentuali di donne in posizioni di vertice sono in Europa dell'est e in Asia: fra gli altri Russia (45%), Filippine (39%) e Lituania (39%). Un dato interessante se consideriamo che invece il G7 è fra le zone economiche del mondo con il record peggiore, solo 22% di posizioni apicali occupate da donne e il 39% di imprese senza donne in ruoli di vertice. Due dei paesi con le percentuali peggiori sono il Giappone (7% di senior roles) e la Germania, con il 15% di donne in posizione apicale.L'Europa del Sud e l'Eurozona nel suo complesso non danno molti segnali di avanzamento: rispettivamente hanno una proporzione di donne in posizione di leadership del 28% e del 24%, e un 32% e il 40% di imprese senza alcuna donna in posizione di vertice.In questa classifica, contrariamente a quento si potrebbe pensare, l'Italia è fra i primi 10 del mondo con il 29% di donne in posizioni dirigenziali: era il 26% nel 2015. Non solo: è il "miglior" paese del G7. Ma se guardiamo alla posizione di Ceo, cioè amministratore delegato, troviamo solo l'11% di donne nella posizione più alta delle imprese italiane.E' possibile, riflette Silvia Fiesoli, che il modello della piccola e media impresa prevalente in Italia porti oggi a un'evoluzione: in mancanza di figli maschi, sono le femmine a prendere la staffetta nelle imprese a conduzione familiare.Ria Grant Thornton è una società italiana di revisione ed organizzazione contabile che riunisce in Italia oltre 250 professionisti, tra cui 19 soci, in 15 uffici. Fa parte di Grant Thornton International, uno dei network di revisione contabile più ampi del mondo, presente in 130 paesi con oltre 40.000 professionisti.