Norimberga (askanews) - Settant'anni fa, il 20 novembre del 1945, nasceva a Norimberga, in Germania, la Corte di giustizia internazionale che aveva il compito di processare i criminali di guerra nazi-fascisti, macchiatisi di gravi delitti durante la Seconda guerra mondiale.Considerato uno dei capisaldi della storia moderna, il Processo di Norimberga, gettò le basi della giustizia universale."Questo è un tema universale - ha spiegato Henrike Claussen, direttore del memoriale - lo si ritrova evidentemente dal tempo del nazismo e dei criminali nazional-socialisti. La questione dei diritti e della giustizia legata a questi processi rappresentano un tema con il quale ci si confronta ogni giorno".Le quattro nazioni vincitrici del conflitto: Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Francia fornirono ognuna un giudice, un sostituto e i procuratori. Il Tribunale militare internazionale venne aperto il 18 ottobre 1945 a Berlino. La prima sessione fu presieduta dal giudice sovietico, Iona Nikitchenko contro i 24 principali criminali di guerra, ad eccezione di Adolf Hitler e Benito Mussolini, morti prima dell'inizio del processo."È chiaro che questi processi - ha concluso Claussen - sono stati una sorta di modello per il diritto penale internazionale di oggi. Questa è storia, è stato chiaramente un evento storico ma ne possiamo parlare tranquillamente anche ai giovani d'oggi".Nel 1950 la commissione Onu per il diritto internazionale ha stabilito i cosidditti "Principi di Norimberga" per definire i concetti di crimini di guerra, contro la pace e contro l'umanità, sostenendo che chi si macchia di tali reati è personalmente responsabile delle proprie azioni. Figlia diretta di Norimberga, è la Corte penale internazionale che si è insediata nel 2002 a l'Aia, in Olanda, primo tribunale permanente per la repressione dei crimini di guerra e contro l'umanità.(Immagini Afp)