Londra (TMNews) - Seicento interpreti afgani che hanno lavorato fianco a fianco delle truppe britanniche nel sud del paese, dopo una lunga battaglia legale, sono stati autorizzati a risiedere in Gran Bretagna per un periodo di cinque anni. Incredibilmente, il primo ministro David Cameron in un primo tempo aveva rifiutato loro il permesso di soggiorno.Un ricorso era stato subito presentato da tre interpreti afgani che temevano, nel caso di rientro del loro paese, di diventare bersaglio di rappresaglie da parte dei talebani.Una petizione firmata da 78.000 persone ha sostenuto la richiesta affinché venisse accordato l'asilo politico a tutti gli interpreti afgani in forza dei sacrifici e dei rischi vissuti insieme alle truppe britanniche, come spiega Jake Wood, un reduce della guerra afgana che ha appoggiato la loro battaglia."Hanno corso esattamente i nostri stessi rischi. Andavano di pattuglia con noi e vivevano nel nostro campo, esposti ai nostri stessi rischi"Attualmente in Afghanistan restano oltre 9mila soldati britannici, il secondo contingente più numeroso dell'Isaf, la forza multinazionale Nato schierata nel paese. Ma 4mila lasceranno l'Afghanistan già a fine anno.(Immagini Afp)