Bologna (askanews) - Ha preso il via a Bologna l'udienza preliminare del processo "Aemilia", il più grande processo contro le infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord Italia.Nei primi mesi di gennaio sono state arrestate centinaia di persone tra imprenditori, tecnici di amministrazioni pubbliche, politici, poliziotti e giornalisti corrotti, affiliati o comunque collegati alla famiglia mafiosa Grande Aracri che dalla Calabria, in vent'anni, si è radicata in Emilia-Romagna. Sono gli 219 imputati, alcuni detenuti al 41bis, per circa 200 reati contestati.La Regione Emilia Romagna chiederà di costituirsi parte civile come spiega l'assessore alla Cultura, Massimo Mezzetti."La presenza della Regione a questo processo sta a significare che siamo in prima linea in questo impegno. Vorremmo essere d'esempio nei confronti di tutte le istituzioni di questa regione che la lotta contro le mafie radicata sul territorio. È una lotta di fronte la quale nessun amministratore può e deve sottrarsi. Dopo il processo Aemilia nessun amministratore pubblico e nessun tecnico amministrativo può più permettersi di dire 'io non sapevo, io non immaginavo'. Da oggi, chi lo dovesse dire si rende complice di questa presenza sul nostro territorio".Inoltre sono decine le associazioni, tra cui Libera e Avviso Pubblico, che intendono costituirsi parte civile. Il perchè lo spiega il segretario regionale Cgil, Vincenzo Colla"Abbiamo deciso unitariamente Cgil, Cisl e Uil di costituirci parte civile. Mi sembra evidente che abbiamo bisogno di dare una risposta a tutti quei lavoratori che hanno avuto un problema di forzature e minacce dentro a queste imprese, forzature sul lavoro, sulla retribuzione. La costituzione di parte civile è anche un fatto di un bisogno: recuperare il controllo democratico del territorio e se non lo si recupera sui posti di lavoro e lasciamo vincere loro, perdiamo tutti noi".Fitto il calendario del processo che si svolge in un padiglione della Fiera di Bologna: 29 giorni di udienze entro dicembre.