Rabat, (TMNews) - Un sistema antico come il mondo per dare acqua a chi non ne ha. Nel deserto del Sahara, i nomadi sono tra coloro che soffrono maggiormente l'accesso limitato all'acqua. Nei periodi più caldi poi i livelli di sale aumentano rendendo imbevibile l'acqua prelevata da pozzi, ma ora con il "waterpod" un semplice ed economico sistema può dare una nuova speranza alle popolazioni del deserto."L'idea è quella di riprodurre il ciclo dell'acqua con l'evaporazione e precipitazioni, proprio come le nuvole che si condensano. Questa piccola macchina, rende il processo veloce e affidabile" spiega Alain Thibault fondatore del progetto Waterpod in Marocco."E' un dispositivo ingegnoso. E' fatto di legno, sughero, acciaio inox e vetro - ha dichiarato Thierry Mauboussin, che sta contribuendo a promuovere il progetto idrico in Marocco - Funziona con l'energia solare, è resistente e perfettamente compatibile con la tutela dell'ambiente."Il "waterpod" permette così agli abitanti del deserto di avere acqua potabile a costo zero. Utilizzando il calore del sole, una tecnologia che gli arabi sono stati tra i primi a sviluppare fine dal XVI secolo, riesce a produrre sei litri di acqua pura al giorno da 12 litri di acqua salmastra.(immagini AFP)