Bologna, (askanews) - "Vi dichiaro marito e marito, e D'Alema non osi separare ciò che il Cassero ha unito". Tra goliardia e impegno per i diritti civili si è celebrato a Bologna, all'ingresso del municipio, il matrimonio tra Angelino e Matteo, le due controfigure del ministro dell'Interno e del presidente del Consiglio. Il flashmob è stato organizzato dalla comunità gay e lesbiche proprio in occasione dell'arrivo del premier nel capoluogo per chiudere la campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione, Stefano Bonaccini.Tante battute e gag sui doveri di coniugi: reciproco sostegno nelle fiducie, nelle crisi, nei comunicati stampa e nelle nomine, il tutto per denunciare un sodalizio che preclude la strada a tutti gli altri matrimoni gay. Come ha spiegato il presidente del circolo Arcigay il Cassero di Bologna, Vincenzo Branà."Nella coincidenza in cui ricordiamo le vittime della transfobia e l'arrivo di Renzi in città abbiamo voluto sottolineare al governo il suo peccato originale: aver svenduto l'istanza laica e riformista di questo paese e di questa nuova stagione politica a una lobby clericale che ci tiene in ostaggio".