Roma (askanews) - I campi di prigionia, i lavori forzati, le persecuzioni e la messa al bando della chiesa cattolica nei racconti dei testimoni che vissero quegli anni di terrore tra il1946 e il 1965 in Romania. Dalla prigione di Sighet a quella di Pitesti, Umberto Rondi, con il suo documentario "Romania gli anni del terrore. Militi ignoti della fede", che fa parte del ciclo firmato da Pupi Avati, ha voluto raccontare quel dolore e la grande testimonianza e forza di coloro che non abdicarono ai loro ideali."E' stato difficile girare perché si viene risucchiati in modo doloroso verso un abisso da cui capisci che non ti puoi sottrarre, quando cominci ad avvicinarti è più forte di te: ti trasformi, diventi un piccolo fratellino di questi personaggi straordinari che incontri"."Alla fine c'è un interrogativo cruciale: a che livelli è arrivato il male? Il più feroce l'ho incontrato a Pitesti".