Napoli (TMNews) - Più che un urlo di ribellione è la promessa di saldare un debito di lealtà nei confronti della propria terra; l'iniziativa "Io voglio restare" parte da Napoli come la risposta di una generazione che non si arrende alla disoccupazione e all'idea di dover emigrare per lavorare ma che, invece, città per città, regione per regione, rivendica il diritto di rimanere per creare lavoro, crescita e opportunità a casa propria. Per "cambiare il paese per non dover cambiare paese" - a dirla con il loro slogan - hanno creato comitati e gruppi di lavoro locali, per promuovere percorsi di sviluppo che salvaguardino caratteristiche e risorse di ciascun territorio."L'obiettivo è quello di portare vertenze e lotte, collettivizzarle a livello regionale e farle poi sui territori locali in base a quelle che sono le peculiarità. Insomma: battaglie comune però differenziate secondo le caratteristiche".Federico Esposito è uno dei promotori nazionali dell'iniziativa, ed è uno che ha scelto di rimanere e lavorare nella propria terra, in provincia di Salerno. Così come Anna, sceneggiatrice irpina che dopo diverse esperienze al Nord ha deciso di tornare."Mi sono resa conto - spiega - che se in un territorio vergine, dove non c'è niente come quello avellinese, non si riusciva a fare qualcosa, allora la mia andata via era dovuta più alla frustrazione e non mi andava di cedere alla frustrazione".A dare il proprio contributo anche giovani studenti, intenzionati a prendere in mano le redini del proprio domani lavorativo, a partire dalla scuola di oggi, per non doversi necessariamente aspettare un futuro da emigranti."Questo - spiega Marialaura - è un modo per poter dimostrare che il lavoro che facciamo serve a qualcosa, a dire: rimaniamo su questo territorio, in campania ognuno sulle proprie province perché crediamo nella nostra terra alla quale possiamo dare tanto".