Roma, (askanews) - Ospite nello studio di askanews, Silvia Lefebvre d'Ovidio, della Fondazione Maruzza Lefebvre d'Ovidio Onlus, ha spiegato gli obiettivi della sua organizzazione, che si occupa di cure palliative pediatriche e ha organizzato a Roma presso l'Auditorium Antonianum, dal 19 al 21 novembre, il "Second Congress on Paediatric Palliative Care - "A global Gathering". "La fondazione - ha spiegato Lefebvre d'Ovidio - è nata nel '99 in seguito alla scomparsa di mia sorella Maruzza. I miei genitori, seguendo anche il desiderio di mia sorella che voleva aiutare coloro che avrebbero dovuto affrontare il suo stesso destino, anziché fare una donazione hanno voluto ricordarla creando una fondazione in sua memoria. La scelta delle cure palliative è nata perché qui le cure palliative erano all'inizio, era qualcosa che si stava sviluppando, in Italia sono solo 25 anni che si stanno sviluppando veramente. E la fascia d'età meno curata, meno seguita e più bisognosa d'attenzione era proprio quella pediatrica, per questo abbiamo deciso di occuparci soprattutto dei bambini".Sul congresso a Roma, Lefebvre d'Ovidio ha spiegato che "è il più grande di cure palliative pediatriche al mondo". Poi ha spiegato che ci sono paesi più avanti e altri più indietro rispetto a noi, "l'Inghilterra è molto avanti ma come normativa noi siamo uno dei pochi paesi che riconosca ai bambini il diritto all'accesso alle cure specifiche per l'età pediatrica: parlando dei bambini e adolescenti dagli zero ai 18 anni, hanno il diritto di avere le cure erogate da specialisti della loro età e non da palliativisti dell'adulto".Silvia Lefebvre d'Ovidio ha fornito anche alcuni dati: "I bambini inguaribili in Italia sono 35mila, 1.200 dei quali muioiono ogni anno. Oltre all'aspetto della salute c'è l'impatto emotivo, i bambini hanno famiglia e amici, si calcola che ci siano circa 300 persone coinvolte emotivamente per ogni bambino inguaribile, quindi si parla di 9 milioni di persone in Italia"."Questi bambini vengono mandati in ospedale - spiega ancora - per periodi prolungatissimi di ricovero, inutili, la mamma è con loro, la famiglia quindi si separa. Con le cure palliative, invece, il bambino sta a casa, la qualità della vita è superiore, può andare a scuola, giocare e c'è anche un risparmio: un bambino in ospedale costa 1.000 euro al giorno, con le cure palliative sono 1.000 al mese. Il risparmio per lo Stato è notevole".