Katmandu (askanews) - Migliaia di persone si sono radunate intorno a un'arena improvvisata nel villaggio di Taruka Nuwakot, una trentina di chilometri a nord-ovest di Katmandu, alle pendici dell'Himalaya nepalese, per assistere ai combattimenti tra tori, ricorrenza la cui popolarità risale al XIX secolo.A differenza della controparte spagnola, la "corrida" nepalese non prevede l'intervento di matador mentre i tori, di solito esemplari di bufalo, si affrontano in un confronto solitamente incruento che segna la festa del Maghe Sankranti che, secondo il calendario indù, segna la fine dell'infausto mese di Push in cui tutte le cerimonie religiose sono vietate. In questo giorno, intorno al 14 gennaio, nei pressi del solstizio d'inverno, dopo la notte più lunga dell'anno il sole abbandona infatti il punto di elevazione minima dell'eclittica, cioè il suo cammino apparente nel firmamento, per iniziare la risalita verso il punto di elevazione massima che verrà raggiunto in corrispondenza del solstizio d'estate, il 21 giugno.Almeno cinquemila persone sono arrivate a Taruka per gustarsi lo spettacolo del combattimento tra 16 coppie di tori a colpi di formidabili testate. A ogni scontro la folla ammassata sulle alture circostanti esplode in grandi festeggiamenti mentre i cornuti gladiatori si affrontano in scontri spettacolari ma ritualizzati, tra nuvole di polvere sollevate da quintali di muscoli e zoccoli decisi a imporre la legge del maschio alfa.Nonostante l'incruenza del combattimento, le organizzazioni animaliste hanno duramente criticato il festival per gli effetti collaterali dei combattimenti che possono causare anche la frattura di arti e di ossa dei tori impegnati.(Immagini Afp)