Milano (TMNews) - I taxi parigini vanno alla guerra: i tedeschi hanno invaso il Belgio e puntano decisamente sulla capitale francese. La mobilitazione generale transalpina richiede l'impiego anche delle auto pubbliche per portare le truppe sulla Marna, dove l'offensiva del Kaiser verrà fermata. E' una delle più celebri battaglie della Prima guerra mondiale, di cui ora ricorre il centesimo anniversario, e un simbolo di come, da quell'estate di un secolo fa, la guerra sia diventata qualcosa di totale, non più limitata agli eserciti e ai loro generali.Un conflitto che come simbolo ha avuto le trincee, un incubo di fango e gelo nel quale hanno perso la vita milioni di giovani, quella "generazione perduta", di cui hanno parlato grandi scrittori come Hemingway o Remarque.Sulle alture e nelle valli dell'Europa centrale si è forgiato il mondo del XX secolo, quello breve se crediamo allo storico Eric Hobsbawm, e l'impronta violenta di quei lunghi mesi di logoramento ha in qualche modo determinato gli eventi successivi, aprendo, seppur inconsapevolmente, le porte al totalitarismo e al Secondo conflitto mondiale.Poi la pace, seppur provvisoria, è arrivata e per un breve periodo si è pensato che si potesse tornare alla Belle Epoque. Ma il solco scavato, non solo nel terreno di Verdun, ma anche nelle coscienze degli europei, era troppo profondo per poter essere riattraversato in senso inverso. Cento anni dopo, tra celebrazioni e commemorazioni, l'auspicio è che non si dimentichi la logica che ha portato allora alla guerra, come sempre nella speranza di non ripetere gli errori del passato.