Vietate le impronte digitali per registrare le presenze al lavoro
di Marisa Marraffino
A chiarire il punto è il Garante per la protezione dei dati personali con la decisione del 26 febbraio scorso. La tecnologia biometrica è invasiva e viola il noto principio di “minimizzazione del trattamento del dato”. Se in azienda l’obiettivo è solo rendicontare le ore, il badge classico è più che sufficiente. Usare le impronte senza una specifica norma di legge che lo autorizzi, viola il principio di proporzionalità del Gdpr. Le impronte digitali sono dati particolari, dati sensibili. Trattarle senza una base giuridica solida o esigenze di sicurezza straordinarie è un illecito.