Un forfait ancora più ampio in grado di “intercettare” circa 500mila professionisti. Nel cantiere delle norme allo studio del nuovo Governo si aggiunge anche un pacchetto dedicato alle partite Iva. Un anticipo di quella flat tax fortemente voluta dal vicepremier Matteo Salvini, che anche venerdì scorso davanti ai consulenti del lavoro ha rilanciato la prospettiva di portare a casa i primi risultati già nel 2018, partendo, tra l’altro, proprio dai professionisti. E in questa direzione va il progetto di alzare in modo sensibile l’asticella di ricavi e compensi che consentono di sfruttare (già adesso) la tassazione al 15 per cento. Una tassazione «sostitutiva» - e qui sta il principale dei vantaggi - perché “ingloba” oltre alle addizionali Irpef anche l’Irap. E non solo, perché non applicando l’Iva i forfettari (come peraltro già accadeva e accade ancora per i minimi, destinati a estinguersi con la fine naturale del regime) non liquidano l’imposta e sono esonerati dai principali adempimenti connessi...continua a leggere l’articolo di approfondimento sul nuovo forfait di Marco Mobili e Giovanni Parente »