Taez, Yemen (askanews) - Prosegue senza esclusione di colpi la guerra all'ultimo sangue, tutta interna all'Islam, tra sunniti e sciiti. L'ultimo atto, almeno per ora, a Taez, in Yemen, dove un gruppo di terroristi salafiti, una delle anime più integraliste della galassia sunnita, ha fatto saltare in aria una moschea risalente al XVI secolo e legata al misticismo sufi, la dimensione più esoterica dell'Islam, considerata eretica dai fondamentalisti sunniti. La moschea era considerata uno dei più importanti edifici religiosi della regione.

Sul fronte della guerra che vede i ribelli sciiti huthi schierati contro il governo nazionale, appoggiato da una coalizione militare guidata dall'Arabia saudita, si registra una drammatica battuta d'arresto sulla strada dei negoziati di pace.

I ribelli hanno respinto il piano proposto dalle Nazioni Unite e accettato dal governo di Sanaa, sottolineando come qualsiasi accordo debba prendere prioritariamente in esame la questione di un governo di unità nazionale. La proposta dell'Onu conteneva solo idee per una soluzione legata ai problemi della sicurezza, si legge in un comunicato delle milizie sciite che hanno tuttavia accolto la proposta dell'inviato dell'Onu, Cheikh Ahmed, di estendere i colloqui di pace di un'altra settimana.

(Immagini Afp)