Saan'a, Yemen (askanews) - In Yemen prosegue l'offensiva governativa, appoggiata dalla coalizione araba guidata dall'Arabia saudita mentre la guerra civile sembra avere imboccato una deriva dalle ripercussioni potenzialmente devastanti per tutta la regione.

Le unità fedeli al presidente in carica Abd Rabbo Mansur Hadi hanno lanciato una decina di raid aerei sulla città antica di Saan'a, la capitale del paese da due anni controllata dai ribelli sciiti huthi, dopo il lancio di un missile diretto verso il territorio saudita. Gli attacchi hanno preso di mira l'ex sede di uno dei servizi segreti yemeniti e avrebbero provocato un morto e tre feriti tra i civili.

Ma il salto di qualità della guerra civile tra i ribelli sciiti huthi, alleati all'ex presidente Ali Abdallah Saleh e all'Iran, e le forze leali del presidente Mansur Hadi, alleate dei sauditi, riguarda l'arresto di un cittadino statunitense, preside dell'Exceed Language Center, una scuola di inglese nella parte occidentale della capitale yemenita, effettuato da uomini che si sono presentati come membri di un servizio di sicurezza huthi.

Il fermo dell'uomo potrebbe allargare drammaticamente il conflitto, coinvolgendo altre potenze in un esplosivo scenario regionale che vede contrapposti, nel quadro di una dinamica conflittuale globale, le due anime dell'Islam, la fazione sunnita guidata dall'Arabia saudita, e quella sciita, sostenuta dalla Repubblica islamica dell'Iran.

Lo Yemen oggi appare drammaticamente diviso tra le zone controllate dai governativi e quelle ribelli, ma dove si sono radicate anche sacche di formazioni di miliziani legati ad al Qaida e all'Isis.

(Immagini Afp)