Hanoi (askanews) - La religione popolare vietnamita è rinata a partire dagli anni '80 del '900 nonostante la Repubblica socialista del Vietnam sia uno Stato ufficialmente ateo, come stabilito dal partito comunista, alla guida del paese sin dai primi giorni dell'indipendenza. Influenzata dalle dottrine confuciane e taoiste giunte dalla Cina e dal buddismo, oggi rivive sotto il manto problematico delle pratiche taumaturgiche, in cui spesso la frode e le mistificazioni sono all'ordine del giorno.

Malattie e possessioni diaboliche, come il più scontato stress da sindromi lavorative o dialettiche familiari, passano al vaglio di una antichissima danza rituale, una volta capace di debellare ogni male che oggi, per certo, è stata capace di sfuggire ai blocchi e alle chiusure sinora inesorabili di una burocrazia segnata in modo indelebile dal materialismo dialettico. Una cerimonia estratta dalle pieghe del Len Dong, letteralmente "entrare in trance", rituale della religione popolare vietnamita i cui adepti si trasformano in medium di diverse divinità.

"La scienza è davvero straordinaria. Ma il potere delle mie divinità va ben oltre", spiega un'interprete autorizzata di Len Dong. "È qualcosa che non può essere spiegata o immaginata".

Gli amministratori del culto promettono ai loro seguaci di poterli mettere in contatto con il mondo dei trapassati e di liberarli definitivamente dagli spiriti maligni grazie al potere esorcistico della musica.

Rituali che durano anche delle ore, con celebranti che indossano pesanti abiti cerimoniali di seta, spade ondeggianti in gesti affabulanti, danze orientali che si trasformano improvvisamente in arti marziali per colpire nemici invisibili, con il contorno di infusi da bere e polveri da fumare, sono diventati, incredibilmente, moneta corrente nel Vietnam di oggi.

(Immagini Afp)