Caracas (askanews) - Non c'è pace in Venezuela, anche se questa volta non si tratta del conflitto tra il presidente Nicolas Maduro e l'opposizione, ma della drammatica situazione del sistema carcerario, più volte stato segnalato come uno dei più violenti del mondo. Almeno 37 detenuti sono morti nel corso di una rivolta in un penitenziario di Puerto Ayacucho, nello stato

meridionale di Amazonas. Per sedare la rivolta, pare scatenata dai membri di alcune gang locali, il ministero degli Interni ha ordinato l'intervento di agenti in tenuta antisommossa che hanno riportato l'ordine nel giro di poche ore.

In Venezuela intanto resta alta la tensione dopo il voto sulla costitutente. Agenti di polizia hanno perquisito la casa dell'ex procuratrice generale, Luisa Ortega, chavista schieratasi poi

contro il regime del presidente Maduro. "In questo momento il Sebin perquisisce il mio domicilio nell'ambito della vendetta del governo di fronte alla mia lotta contro il totalitarismo in Venezuela" ha scritto Ortega su Twitter.

Il nuovo procuratore generale Tarek William Saab ha intanto chiesto l'arresto del marito di Ortega, il deputato German Ferrer, accusato di dirigere una rete di estorsione di denaro dai dirigenti del settore petrolifero indagati per corruzione.