Caracas (askanews) - Il Venezuela sembra pericolosamente sempre più vicino alla guerra civile. L'opposizione ha fatto scendere in piazza a Caracas oltre un milione di manifestanti, a sostegno di un referendum per la destituzione del presidente di sinistra Nicolas Maduro, nella più grande mobilitazione di massa da decenni. "Abbiamo mostrato al mondo l'importanza del Venezuela che vuole il cambiamento. È una marcia storica e oggi inizia la tappa definitiva di questa lotta", ha dichiarato Jesus Torrealba, portavoce delle opposizioni riunite nella coalizione "Tavola dell'unità democratica".

Al termine della manifestazione, in una capitale presidiata dalle forze di sicurezza, sono scoppiati violenti incidenti che gli organizzatori hanno attribuito ad agenti provocatori infiltrati nel gigantesco corteo.

Maduro, successore di Hugo Chavez ma assai meno carismatico e amato del predecessore, ha accusato l'opposizione di preparare un colpo di Stato con il sostegno degli Stati Uniti proponendo un parallelo con la vicenda della presidente brasiliana Dilma Rousseff, destituita due giorni fa dal Senato.

Il Venezuela sta affrontando una drammatica recessione economica legata al crollo dei prezzi del petrolio che garantisce il 96% dell'afflusso di valuta nel paese.

(Immagini Afp)