Caracas (askanews) - Il braccio di ferro tra Nicolas Maduro e l'opposizione fa sprofondare il Venezuela nel caos. All'indomani delle manifestazioni di protesta contro il presidente, l'opposizione venezuelana intende mantenere la pressione per costringere Maduro a lasciare il suo incarico. L'Assemblea nazionale, il parlamento venezuelano controllato dall'opposizione, ha respinto lo stato d'emergenza decretato dal presidente, accelerando così la crisi del Paese.

"Vedremo cosa succederà col decreto. Se questa persona intende andare avanti col decreto respinto dall'assemblea che ha competenza in materia, sarà un golpe alla costituzione", ha detto il leader dell'opposizione Henrique Capriles, che chiede un referendum popolare sulla presidenza di Maduro.

Dal canto suo il presidente venezuelano ha minacciato di alzare il livello dello stato di emergenza in caso di violazioni da parte dell'opposizione, parlando esplicitamente di "colpo di Stato".

Poche ore prima, l'opposizione era scesa in piazza in una ventina di città, tra cui la capitale Caracas, dove la polizia e l'esercito in assetto antisommossa hanno fatto uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere migliaia di manifestanti. "Fuori Maduro!" e "Referendum! Referendum!" ha scandito la folla in strada, sventolando bandiere gialle, blu e rosse.