Charlotte, Carolina del Nord (askanews) - Forse adesso non ci resta che attendere di vedere il sole spuntare a ovest... Non finisce mai di stupire l'imprevedibile Donald Trump e questa volta l'ha fatto chiedendo scusa se, non scegliendo le parole giuste, ha potuto ferire qualcuno.

Non siamo su "Scherzi a parte" bensì a Charlotte, North Carolina, al primo comizio elettorale del candidato repubblicano alla Casa Bianca dopo l'ampio rimpasto del team che gestisce la sua campagna.

"A volte, nella tensione di un dibattito acceso, prendendo posizione su un'insieme diverso di questioni, capita di non scegliere le parole più adatte o di dire cose sbagliate. Mi è successo. E che ci crediate o no, mi dispiace" ha ammesso Trump. "E mi dispiace specialmente quando posso avere ferito qualcuno. La posta in gioco è troppa alta per non mettere a fuoco queste situazioni. Ma posso promettervi una cosa, vi dirò sempre la verità".

La dottrina cattolica, da due millenni maestra di vita, distingue tra l'attrizione, dovuta principalmente al timore della dannazione eterna, e la contrizione, il sincero pentimento per le colpe commesse in trasgressione alla morale cristiana. Difficile nel caso di Trump distinguere tra l'una e l'altra. Fuor di metafora, scorgere il confine tra il riconoscimento dei gravi errori commessi e la strumentalità di una presa di posizione, indubbiamente accorta e coraggiosa, in vista di un recupero di consensi elettorali.

Drammaticamente franati, in particolare, dopo le sciagurate dichiarazioni che hanno profondamente offeso i genitori di un capitano dell'esercito statunitense di religione musulmana caduto da eroe in Iraq, nel 2004, per proteggere gli uomini al suo comando.

(Immagini Afp)