Ciudad Juarez (askanews) - Nonostante il rischio di essere separate da parte delle autorità americane, numerose famiglie centro americane continuano ad attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti. Non sono solo messicane, vengono da Guatemala, El Salvador, Honduras. Ci sono anche brasiliani, venezuelani e afgani, giunti nei pressi di Ciudad Juarez dopo viaggi lunghissimi e pericolosi.

Secondo i difensori dei migranti, proprio per la politica della "tolleranza zero" di Trump, un numero sempre più elevato di migranti si affiderà ai trafficanti di persone, convinti di avere più possibilità di riuscire ad attraversare il confine;

trafficanti che potrebbero anche alzare i prezzi per il viaggio. Qualsiasi misure restrittiva sull'immigrazione - spiegano - favorisce gli affari delle reti criminali transnazionali.

"Questa situazione è agghiacciante - dice Diana, che si occupa di tutela dei diritti umani - bambini e adulti non dovrebbero mai viverla. Combattiamo affinché le famiglie non vengano separate e possano attraversare il confine insieme senza dover vivere il trauma della separazione non sapendo se e quando potranno essere riuniti".

Intanto, dopo che Trump ha annunciato una parziale marcia indietro sulle separazioni si teme che, siccome la legge americana prevede che un bambino può essere trattenuto in un centro di detenzione solo venti giorni mentre un adulto in attesa delle pratiche d asilo, a tempo indeterminato, d ora in poi anche i bambini resteranno detenuti assieme ai genitori.

Senza contare che i centri di detenzione, alcuni dei quali aperti nel 2014, sotto l'amministrazione Obama, sono in mano a privati che con la permanenza dei migranti fanno affari d'oro e che non si sa quando, se e come i 2300 bambini già separati dalle famiglie potranno ritrovare i genitori.