Washington (askanews) - Alla fine il magic number è uscito sulla ruota di Donald Trump, l'outsider che ha scompaginato i piani della machine del partito repubblicano in vista delle prossime elezioni presidenziali statunitensi. Secondo i media, il tycoon imprevedibile, impresentabile, gaffeur e con una chioma improbabile per colore, taglio, origini e consistenza, che ha impallinato uno dopo l'altro tutti i cavalli di razza del partito nelle primarie, ha raggiunto e superato il numero necessario di delegati per aggiudicarsi la nomination e diventare il candidato del Grand old party alle presidenziali di novembre.

Alla luce dei calcoli effettuati dall'Associated Press, Trump potrebbe già contare su 1.238 delegati, uno in più rispetto ai 1.237 necessari per ottenere la maggioranza nella convention di Cleveland il prossimo luglio.

L'agenzia di stampa statunitense ha intervistato i delegati definiti "unbound", cioè non vincolati, che non saranno costretti dai regolamenti a votare secondo il mandato attribuito dalle primarie. In base alle preferenze espresse, Trump ha così raggiunto quota 1.238 anche se il conto ufficiale dei delegati "bound", cioè vincolati dalle primarie, che voteranno per lui si ferma ufficialmente a 1.150.

D'altra parte, per spazzare il campo da ogni equivoco, il magnate immobiliare si è detto certo di ottenere altre centinaia di delegati alle primarie del 7 giugno prossimo, nelle quali voteranno gli elettori repubblicani di California, New Jersey, New Mexico, South Dakota e Montana. Ma il raggiungimento del quorum per la nomination è ormai solo una formalità, dato che Trump è già stato definito dal presidente del partito repubblicano il candidato in pectore per la Casa Bianca e tutti i suoi rivali hanno abbandonato la corsa.

(Immagini Afp)