Washington (askanews) - Non capita tutti i giorni che un giudice della Corte suprema attacchi a testa bassa un candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Eppure questo è quello che propone lo scenario politico di Washington.

La polemica, che immancabilmente riguarda Donald Trump, va avanti da giorni. E ora l'ormai certo candidato repubblicano ha tirato un'ultima bordata contro il giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg pretendendone le dimissioni. "Il giudice Ginsburg ha imbarazzato tutti facendo un'affermazione politica stupida su di me. È andata fuori di testa, se ne deve andare", ha scritto su Twitter.

Tutto era iniziato il 10 luglio scorso, quando la giudice liberal in un'intervista al New York Times, era decisamente uscita dall'etichetta istituzionale imposta dal ruolo di giudice della Corte suprema. "Non posso immaginarmi come diventerà questo paese con Donald Trump come presidente", aveva detto. Per poi aggiungere il giorno dopo in un'intervista alla Cnn: "E' un impostore (faker). Non è coerente. Dice qualsiasi cosa gli venga in mente. Ha un ego incredibile... Come ha fatto a venire fuori senza alcun problema dalle richieste della sua dichiarazione dei redditi? La stampa sembra essere molto gentile con lui su questo punto".

Le dichiarazioni della Ginsburg non sono piaciute ai repubblicani e molti politici conservatori si sono schierati contro le frasi del giudice.

La Ginsburg, 83 anni, guanti e jabot di pizzo a sottolineare volutamente un'iconografia d'antan e fuori dagli schemi, è stata nominata alla Corte suprema nel 1993 dal presidente Bill Clinton. Tra gli otto giudici è considerata la voce dell'ala più liberal, in totale disaccordo con le visioni del giudice capo, il conservatore John Roberts.

(Immagini Afp)