Washington (askanews) - Nel bene o nel male la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi 2016 ruota sempre intorno a Donald Trump, l'outsider che ha sbaragliato il campo repubblicano nelle primarie per la nomination.

Questa volta la querelle s'incentra sulle donazioni ai reduci di guerra. In una conferenza stampa alla Tower Trump di New York, il tycoon immobiliare ha risposto alle domande relative alle elargizioni che a gennaio aveva promesso di fare ai veterani, prendendo lo spunto per un nuovo attacco ai media statunitensi accusati di non essere onesti e imparziali nel raccontare la campagna elettorale in corso.

"Al momento ho già raccolto quasi sei milioni di dollari. Quando tutto sarà finito, la somma avrà probabilmente superato quella soglia. Ma per il momento di tratta di 5,6 milioni di dollari", ha dichiarato Trump.

La conferenza stampa si è resa necessaria per smentire le affermazioni di parte della stampa che lo accusava di non avere mai spiegato a chi e quando aveva fatto le donazioni di cui si era vantato pubblicamente. Dopo avere enumerato una a una le associazioni beneficate con il relativo importo, mentre i giornalisti continuavano a chiedergli dettagli sulla raccolta dei fondi e sulle modalità di donazione, Trump ha sferrato un violento attacco contro la stampa accusata di essere disonesta.

"I media dovrebbero vergognarsi di se stessi, a nome dei reduci di guerra si dovrebbero vergognare" ha detto Trump. "I reduci mi chiamano e sono furibondi. Ho donato un sacco di soldi e adesso vi darò tutti i nomi perché è questo che mi chiedete. Ma invece di dire ' Grazie mister Trump' oppure 'Stavolta Trump ha fatto un buon lavoro, continuate a chiedermi: ' Chi li ha presi...? Chi li ha presi...?' solo per mettermi in cattiva luce. Non ho mai ricevuto un trattamento peggiore per un impegno tanto positivo".

Come sempre, le azioni di Trump dividono in due l'opinione pubblica statunitense.

"La scorsa settimana, reduci di ogni sfumatura politica, siamo scesi in campo contro Trump per dirgli di smettere di usare i reduci di guerra a scopo elettorale" spiega Alexander McCoy, portavoce dell'associazione "I reduci contro l'odio". "Deve capire che non può comprarsi il voto dei veterani di questo paese. A prescindere dalle somme che stanzierà, lui non si batte per i valori nei quali si riconoscono i reduci".

Immediate e contraria la risposta sull'altra sponda del fronte.

"Il denaro che ho ricevuto nel mio Stato per i reduci senza una casa", spiega l'ex marine Al Baldasaro, "permettono di dare da mangiare a 100 persone al giorno, veterani di guerra ridotti sulla strada e che vengono da noi per ricevere dei pasti caldi. Perché continuate ad attaccarlo...?".

(Immagini Afp)