Washington (askanews) - Nuova tegola digitale su Hillary Clinton e la sua corsa verso la Casa Bianca. Il New York Times scrive che lo scandalo e-mail minaccia di gettare la sua ombra su tutta la campagna elettorale della candidata democratica, costretta anche a respingere le insinuazioni da parte repubblicana sul suo stato di salute e su una presunta grave malattia che la renderebbe non idonea come presidente degli Stati Uniti.

È recente la rivelazione secondo cui l'indagine dell'Fbi sull'uso delle mail private fatto da Hillary Clinton quando era segretario di Stato ha portato alla luce altre 14.900 comunicazioni che non erano state rese pubbliche dai suoi legali. E un giudice federale ha chiesto al dipartimento di Stato di iniziare a pubblicarle prima di metà ottobre, come pianificato.

In altre parole, l'affaire riprenderà vigore qualche settimana prima del voto presidenziale previsto l'8 novembre, con i prevedibili risultati. Basti pensare che già oggi Reince Priebus, presidente del Republican national committee, l'organo che gestisce il partito repubblicano, ha dichiarato che Hillary Clinton sembra incapace di dire la verità.

Il nuovo flusso di posta elettronica mette direttamente sotto scacco la Clinton Foundation alimentando la tesi di quanti sostengono che quando era segretario di Stato la candidata democratica abbia illegalmente favorito coloro che avevano donato somme ingenti alla fondazione di famiglia. Secondo gli avversari della Clinton, appare dunque sempre più nebuloso il confine che separava il dipartimento di Stato e la Clinton Foundation, ambiti che sembravano vivere in sinergica e illecita simbiosi.

Tra i generosi donatori cui venne praticato un trattamento di favore, il principe Salman del Bahrain e persino Bono, il cantante degli U2, a proposito di un collegamento con la Stazione spaziale internazionale durante il tour "U2 360°".

(Immagini Afp)