Philadelphia (askanews) - A Philadelphia è stata la notte delle donne. Della prima donna della storia candidata alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, e di tutte quelle che l'hanno sostenuta e sono salite sul palco della convention democratica per ribadirlo un'altra volta. A partire da un'entusiasta Meryl Streep.

"Come fa, questo voglio sapere, da dove prende la sua grinta e la sua grazia. Sarà un grande presidente, sarà la prima di una lunga serie di donne, e di uomini, che serviranno con grinta e grazia. Lei sarà la prima, ma non sarà l'ultima". Sul palco anche un'altra politica democratica che ha fatto la storia, Madeleine Albright, primo segretario di Stato donna, ruolo poi ricoperto anche da Clinton.

"La cupa visione dell'America di Trump, isolata nel mondo, alienata dai suoi alleati, sarebbe un disastro. Noi dobbiamo essere sicuri che questo non accada. Dobbiamo eleggere Hillary Clinton come nostro presidente. Lei sa che proteggere la libertà e la sicurezza non è come condurre un reality show".

Trump, con le sue dichiarazioni sopra le righe, spesso imbevute di sessismo e pregiudizi razziali, è stato il bersaglio dell'intervento dell'attrice America Ferrera, protagonista della serie "Ugly betty", e di Lena Dunham, attrice e sceneggiatrice, autrice della serie televisiva "Girls".

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"Io sono Lena Dunham e secondo Donald Trump il mio corpo vale un 2", "Io sono America Ferrera e secondo Donald Trump sono probabilmente uno stupratore".

"Ma tu non sei messicana"- ribatte Dunham, "Sì e il presidente Obama non è kenyano ma questo non ha fermato Donald Trump" risponde Ferrera.

Sul palco anche Eva Longoria e la cantante Alicia Keys, mentre fra il pubblico si intravede Susan Sarandon grande sostenitrice di Bernie Sanders che non riesce a nascondere l'aria un po' delusa.