Milano, 7 set. (askanews) - La situazione sulle prime è imbarazzante, poi diventa quasi drammatica. Ma la battuta è geniale e fulminante: "Ogni volta che penso a Donald Trump..., divento allergica".

Nel corso di un comizio elettorale a Cleveland, Ohio, dove i due candidati alla Casa Bianca hanno lanciato il rush finale della campagna per le elezioni presidenziali dell'8 novembre, Hillary Clinton è stata colpito da soffocanti, ripetuti e drammatici attacchi di tosse, secca come le sabbie del deserto iracheno, che l'hanno costretta a interrompere più volte il discorso.

La battuta su Trump, ha testimoniato la prontezza di spirito della candidata democratica e ha fatto ridere la folla sdrammatizzando per un momento la situazione. Ma gli sforzi di Tim Kaine, il candidato vice presidente seduto sempre più a disagio dietro di lei che cercava di chiamare gli applausi per coprire un vuoto di parole sommerso dagli accessi di tosse, erano il segnale evidente delle difficile situazione.

Anche perché nella lotta senza esclusione di colpi, la Clinton è accusata dai suoi nemici di avere ben altro che il leggero ipotiroidismo e le allergie stagionali ufficialmente dichiarate. La febbre del gossip presidenziale pro domo Trump si è spinta ad affermare che la candidata democratica sia affetta da malattie degenerative gravissime o da non meglio specificati disturbi neurologici. E l'incoercibile crisi di tosse di Cleveland non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

(Immagini Afp)