Warren, Michigan (askanews) - La sfida all'ultimo respiro per la Casa Bianca corre sul filo dell'economia. Anche Hillary Clinton ha presentato il suo piano, cercando di neutralizzare quello proposto tre giorni prima da Donald Trump e aggiungendo dettagli alle proposte avanzate già nel corso della tappe precedenti di campagna elettorale.

La candidata democratica ha voluto dimostrare che le politiche del rivale agevolerebbero i più abbienti e non la classe media a cui lei sostiene invece di tenere moltissimo, come ha detto al pubblico riunito in uno stabilimento a Warren, in Michigan, lo stesso Stato dove lunedì aveva parlato Trump, ricordando di essere figlia di un piccolo imprenditore e nipote di operai.

La Clinton ha promesso di bloccare gli accordi commerciali che distruggono posti di lavoro negli Stati Uniti:

"Bloccherò tutti gli accordi commerciali che distruggono posti di lavoro o riducono i salari, incluso il Trans Pacific Partnership. Lo giudico negativo oggi, farò altrettanto dopo le elezioni e quando sarò presidente".

Poi è partito l'attacco diretto a Donald Trump, colpevole di non avere fornito alcuna soluzione credibile ai problemi economici degli Stati Uniti.

"Circola un falso mito secondo cui lui intende mettere nel mirino i ricchi e potenti perché starebbe dalla parte dei cittadini qualunque. Non ci dovete credere", ha detto la Clinton. "Questo è il piano fiscale di Trump: abbasserà le tasse per migliaia di miliardi alle grandi corporation, ai miliardari e a quelli di Wall Street. Farà esplodere il debito pubblico e alla fine imporrà sanguinosi tagli di budget in settori prioritari come l'istruzione, la sanità e la tutela ambientale", ha concluso la Clinton.

(Immagini Afp)