New York (askanews) - Scontro duro con tanto di accuse reciproche nel dibattito tra i candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti con una sorta di scambio di ruoli. Il democratico Tim Kaine è stato più chiassoso, intenso e a volte vulcanico fino all'eccesso, quasi in stile Trump. Il repubblicano Mike Pence, invece, è sembrato molto più pacato, misurato, più simile a Hillary Clinton nell'atteggiamento.

Kaine e Pence hanno offerto un interessante punto di vista sui programmi e i progetti dei contendenti alla Casa bianca. I due vice hanno parlato di politica estera,e poi di tasse, di economia e degli errori dei rispettivi candidati.

"Non capisco come il governatore Pence possa difendere lo stile di Trump che pone al centro gli insulti e il culto della sua personalità", ha detto Kaine ricordando quando Trump ha definito i messicani "stupratori" e ha messo in dubbio il luogo di nascita del presidente americano Barack Obama.

Pence non ha mai perso la calma e ha risposto sempre in modo pacato, non risparmiando però dure accuse.

"Bisogna sottolineare che nel periodo in cui Hillary Clinton è stata Segretario di Stato, in molte parti del mondo e soprattutto in Medio Oriente la situazione è sfuggita dal controllo. Lei è stata l'architetto di queste politiche estere deboli che sono state applicate da Obama", ha detto il vice di Trump.

I due si sono scontrati anche su Vladimir Putin, leader ammirato da Trump. Kaine ha ricordato che Putin è un dittatore e che il miliardario fa affari con gli oligarchi del Cremlino. Pence ha sostenuto che Putin "è più forte di Obama" anche se dirlo "è doloroso". Poi si è parlato di immigrazione e aborto anche qui con posizioni lontane.

Secondo un sondaggio della Cnn il vice repubblicano ha battuto quello democratico: 48% contro 42%.

(Immagini Afp)