Cleveland, Ohio (askanews) - La convention repubblicana che porterà alla nomination di Donald Trump per le presidenziali di fine anno è appena partita ma fa già discutere. L'outsider che ha scompaginato piani e progetti della machine del partito si è presentato sul palco come una rockstar, spuntando da dietro le quinte contro uno sfondo abbacinante sulle note trionfali di "We are the champions" per lanciare la moglie Melania, la bellissima ex modella nata nella Slovenia comunista.

Messaggio per accreditarsi come unico serie oppositore della rivale democratica Hillary Clinton, considerata "l'uomo di Wall Street" dall'America profonda, suggerendo agli elettori, in maniera più o meno subliminale, di scegliere come futura first lady alla Casa Bianca tra Melania e Bill Clinton.

Di fronte alla grande fuga dei notabili del partito che, a cominciare dalla dinastia Bush, hanno dichiarato di non voler sostenere la sua corsa alle presidenziali, Trump ha incassato l'endorsement di un altro cavallo di razza repubblicano, Rudolph Giuliani.

L'ex sindaco di New York, sfruttando la corrente emotiva prodotta dalle tensioni di questi giorni, non ha perso l'occasione per ringraziare la polizia di Cleveland del suo lavoro scatenando l'ovazione della platea.

Subito dopo, Giuliani ha lanciato la candidatura di Trump alla nomination repubblicana.

"So che possiamo cambiare la situazione perché io l'ho fatto trasformando New York City da capitale del crimine statunitense alla metropoli più sicura del paese" ha detto Giuliani per concludere con l'assist offerto al magnate immobiliare: "Quello che io ho fatto per New York, Donald Trump lo farà per l'America!".

Dalla criminalità comune, il passo alle emergenze di sicurezza di più ampio respiro, che stanno angosciando tutto il mondo, il passo è stato breve.

"Trump ha detto che la prima cosa da fare per sconfiggere i nostri nemici è identificarli correttamente e mettere in luce la rete di collegamenti tra di loro per scovarli e catturarli", ha ricordato Giuliani. "E non dobbiamo avere paura di definire chi è il nostro nemico. Il nostro nemico è il terrorismo islamico estremista" ha concluso l'ex sindaco di New York in un tripudio di folla entusiasta che sembra quasi assaporare già il sangue dello scontro di civiltà prossimo venturo.

(Immagini Afp)