Washington (askanews) - Non hanno alcuna possibilità di accedere alla presidenza degli Stati Uniti. Ma i candidati del partito libertario e di quello ecologista continuano a crescere nei sondaggi, a fronte della crescente impopolarità dei due candidati mainstream Donald Trump e Hillary Clinton.

Nel corso di una discreta convention in un albergo di Orlando, in Florida, accuratamente ignorata dai mass media, Gary Johnson ha ottenuto l'investitura ufficiale del partito libertario che propone un programma focalizzato su meno regolamentazione e più libero mercato, maggiore difesa delle libertà civili e individuali, difesa del capitalismo contro ogni intervento dello Stato in campo economico e sociale.

L'ex governatore del New Mexico è dunque progressista sulle questioni sociali e conservatore su quelle economiche, cocktail in pieno spirito liberale. Alle presidenziali del 2012 aveva ottenuto l'1% dei voti ma questa volta diversi sondaggi lo collocano al 10% delle intenzioni di voto. Se riuscisse a ottenere il 15% potrebbe partecipare ai dibattiti televisivi sulla corsa alla Casa Bianca.

"Il fatto che il mio nome non risulti nei sondaggi è la dimostrazione che i giochi sono truccati" sostiene Johnson. "Come posso raggiungere il 15% se non compaio nei sondaggi? Se fossi presente, il mio programma sarebbe più visibile".

Jill Stein, la candidata ecologista, è invece accreditata solo del 3%. Nelle elezioni presidenziali, d'altra parte, la vittoria finale non è l'unica posta in gioco. Ottenere almeno il 5% a novembre permetterebbe al candidato di ottenere finanziamenti pubblici per la prossima campagna.

"Alcuni vedono i candidati minori solo come un elemento di disturbo che può condizionare l'elezione. In quanto possono togliere voti al candidato democratico o a quello repubblicano", spiega Beatriz Cuartas, vice direttrice di Scienze politiche alla George Washington University.

I candidati minori potrebbero soprattutto attirare i sostenitori di Bernie Sanders, alcuni dei quali più che restii a votare Hillary Clinton malgrado l'endorsement ufficiale del leader della sinistra democratica.

Secondo un recente sondaggio, quasi un americano su tre pensa di votare per un candidato di un partito diverso da quello di Trump e della Clinton, a testimonianza dell'impopolarità dei due candidati ufficiali alla presidenza degli Stati Uniti.

(Immagini Afp)