Philadelphia (askanews) - Alla convention democratica di Philadelphia, in vista delle presidenziali statunitensi di novembre, è entrato negli archivi un ideale passaggio di consegne. Il presidente uscente Barack Obama, dopo due mandati alla Casa Bianca, ha esortato l'America a portare Hillary Clinton alla presidenza, alla luce del fatto che è in gioco il senso stesso della democrazia.

"Posso affermare in tutta onestà che mai un uomo o una donna, non io e nemmeno Bill Clinton, sono stati tanto qualificati come Hillary per la presidenza degli Stati Uniti d'America", ha affermato il 44esimo presidente degli Stati Uniti. "Sono pronto a passare il testimone e a fare la mia parte come privato cittadino e nelle elezioni di quest'anno vi chiedo di respingere ogni forma di cinismo e di paura e di affidarvi a quanto di meglio esiste in noi per eleggere Hillary Clinton prossimo presidente degli Stati Uniti e mostrare così al mondo che ancora crediamo nelle promesse di questa grande nazione", ha concluso.

Obama che tra sei mesi, a 55 anni, lascerà la Casa Bianca, ha duramente attaccato lo sfidante repubblicano Donald Trump e ha dichiarato che "L'America è già grande, l'America è già forte", cercando di neutralizzare lo slogan più efficace del candidato del Gran old party che riprende quello della grande riscossa repubblicana reso celebre da Ronald Reagan negli anni '80.

Nell'immensa sala del Wells Fargo Center un formidabile boato ha salutato la Clinton quando ha raggiunto sul palco Obama a fine discorso. I due si sono abbracciati per simbolizzare la delicata e complessa unità del partito democratico, nel segno di una continuità che si spera si dilati sino alla Casa Bianca.

(Immagini Afp)