Washington (askanews) - Come molti analisti avevano predetto, innescando torbide ipotesi complottiste, il miglior alleato di Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca del prossimo novembre si rivela Donald Trump.

Con un gradimento assai problematico all'interno della galassia che si riconosce, con più o meno convinzione, nel partito democratico a causa del suo problematico penchant per Wall Street, Hillary sembra in grado di rifarsi un'immagine di credibilità nel campo progressista solo grazie alle sparate del tycoon con il riportino giallognolo.

Il Washington Post ha recentemente realizzato un sondaggio elettorale su uno degli swing state più delicati e cruciali, la Virginia. Lo "Stato in bilico" è uno Stato in cui nessun candidato ha un sostegno decisivo e predominante. Nel particolare sistema elettorale statunitense, con il sistema dei grandi elettori per ogni Stato, saranno gli swing state a decidere il nuovo presidente degli Stati Uniti. E in questo quadro la Virginia si rivelerà fondamentale.

Secondo il Washington Post, la Clinton conduce su Trump con un solidissimo margine di 14 punti, 52% a fronte di un 38%. Ma a gonfiare le vele di Hillary mascherando le sue vulnerabilità, affaristiche o di posta digitale, provvede soprattutto lo sfavore dei potenziali elettori repubblicani nei confronti di Trump. Un trend che sembra replicato anche in altri swing state.

La Virginia appare un test molto attendibile. Con una popolazione in cui i militari rappresentano una quota molto importante e che possiede armi in quote superiori alla media nazionale, l'appeal repubblicano avrebbe dovuto spalancare la strada a Trump. Ma così, secondo i sondaggi, non è.

Per Hillary, comunque, non tutto marcia per il verso giusto. In Virginia il 54% degli elettori ha una pessima opinione di lei, a fronte di un gradimento del 44%. È il buon Trump a salvare, ancora una volta, capra e cavoli con uno sgradimento del 65% e un gradimento del 32%.

Un altro elemento a sfavore della Clinton è la motivazione a votare. 9 su 10 degli elettori che sostengono Trump sono certi di recarsi alle urne. Solo 8 su 10 quelli della Clinton. Per cui il confortevole margine della Virginia che viaggiava sui 14 punti, dopo questa valutazione, si riduce a 8. Un deficit dovuto soprattutto alla notoria scarsa propensione al voto da parte della minoranza afro-americana, in prevedibile calo dopo i picchi registrati nel corso delle elezioni del 2008 e 2012 quando in campo era sceso Barack Obama.

In buona sostanza, se i britannici recitano "Dio salvi la regina", allo staff della Clinton non resta che cantare "God save Trump", il loro miglior nemico.

(Immagini Afp)