Washington (askanews) - Forse non diventerà presidente ma il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump sta valorizzando efficacemente le sue capacità di salvare capra e cavoli, più o meno abilmente.

Esiste un grande problema con gli 11 milioni di persone che vivono qui, ma espellerli non è né possibile né umano. Questa, in sintesi, la nuova frontiera sull'immigrazione del tycoon immobiliare. Il concetto, o la giravolta a 180 gradi a seconda dei punti di vista, è stata espressa il 20 agosto scorso quando Trump ha incontrato a New York i rappresentanti delle associazioni conservatrici ispaniche, un serbatoio di voti fondamentale che qualcuno dei suoi consiglieri deve avergli consigliato di non affrontare sparandogli contro a palle incatenate.

E così lo sfidante di Hillary Clinton alla Casa Bianca ha annunciato di voler tenere in Arizona, Stato federale al confine con il Messico, un discorso sull'immigrazione clandestina atteso da giorni dopo le polemiche su una possibile marcia indietro a proposito dell'espulsione promessa agli 11 milioni di clandestini presenti nel paese.

Il progetto elaborato dallo staff di Trump è complesso e articolato, per evitare le accuse di un dietro-front troppo imbarazzante. In sostanza, il piano prevederebbe la concessione agli immigrati clandestini di uno status legale piuttosto sfumato, per non dire indefinito. Non si tratterebbe della cittadinanza tout court ma consentirebbe comunque di restare negli Stati Uniti senza timore di espulsione.

Comunque sia, una formidabile marcia indietro rispetto a quanto dichiarato in passato, compreso l'impegno a costruire un muro di Berlino al confine con il Messico. Secondo il candidato alla vicepresidenza Mike Pence si tratterebbe di un meccanismo severo ma giusto, senza regolarizzazioni o naturalizzazioni.

Il pragmatismo, per così dire, di Trump sembra dare i suoi frutti. A livello nazionale, il vantaggio di Hillary Clinton sul rivale si è ridotto a sei punti percentuali. Secondo l'ultimo sondaggio di Nbc News, la candidata democratica gode del sostegno del 48% degli intervistati mentre il 42% si è espresso a favore del candidato repubblicano. La scorsa settimana, il vantaggio dell'ex segretario di Stato era di otto punti.

(Immagini Afp)