Roma, 20 set. (askanews) - L'Italia è un museo a cielo aperto, un deposito prezioso del patrimonio dell'umanità dell'Unesco. E' per questo che il qatariota Hamad Bin Abdulaziz al Kawari ha aperto proprio in Italia la campagna per l'elezione a direttore generale dell'organizzazione Onu per la cultura.

Una campagna che punta sulla collaborazione italiana e si impernia sulla protezione delle ricchezza artistiche del paese.

In un incontro al ministero dei Beni culturali con il consiglio diplomatico del ministro Franceschini, al Kawari ha promesso di impegnarsi in particolare per la conservazione del sito di Ercolano e della città di Venezia.

"Per tutta la mia carriera ho lavorato per fare della cultura un mezzo ideale per unire le persone e accorciare le distanze tra civiltà diverse".

Al Kawari, diplomatico di lungo corso, è stato ministro dell'informazione e anche della cultura in Qatar. Nel suo tour romano di due giorni ha ricevuto anche la laurea honoris causa dalla università di Tor Vergata. La cultura, ha detto nell'ateneo, è una ricchezza ma può essere anche un'arma quando viene usata per distruggere e ferire un paese. Per questo, al Kawari ha promesso anche la tutela del sito siriano di Palmira, sfregiato dai jihadisti dell'Isis.

Ciò che si perde non è recuperabile, mai più. Al Kawari ha visto anche la ministra dell'istruzione Giannini e ha tenuto una conferenza presso la sede della stampa estera, un impegno a tutto tondo su educazione e sfide del futuro.

E dell'Italia, Al Kawari ha dichiarato di apprezzare una cosa in particolare, discussa con il consigliere diplomatico del Mibact Uberto Vanni d'Archirafi: l'esistenza del nucleo dei carabinieri dedicato alla tutela del patrimonio. Un'idea che il qatariota ha detto di voler studiare a livello internazionale, la creazione di task force per la protezione culturale nel mondo.