Roma, (askanews) - Ama la moda, la cultura e, ovviamente, il cibo italiano. Parla cinque lingue: gallese, perché queste sono le sue origini, francese, tedesco, turco e studia italiano da circa un anno: è la donna, la prima, che guida l'Ambasciata britannica in Italia, Jill Morris, giovane, dinamica e sempre elegante.

"Sono assolutamente felice, lieta di essere ambasciatore britannico in Italia, il Belpaese, il paese dell'arte, della cultura, della moda, del cinema, del cibo... Sono tutti argomenti per cui io ho una passione forte".

Si è insediata a Roma il 25 luglio, due giorni prima della visita della premier Theresa May, e un mese dopo l'esito del referendum sulla Brexit. Morris conosce bene le politiche europee: è stata direttrice del dipartimento di Affari Europei (Foreign&Commonwealth Office, Fco) a Londra per tre anni (2012-2015) e ha lavorato a Bruxelles prima come funzionario e poi come consigliere nella rappresentanza britannica presso l'Ue (2005-2008).

"La prima cosa è che il risultato del referendum non è quello auspicato da molti italiani, lo sappiamo bene, ma come il nostro primo ministro ha detto 'adesso Brexit, vuol dire Brexit' la nostra priorità è pianificare per l'inizio dei negoziati, che comunque non cominceranno prima della fine del 2016", ha spiegato la diplomatica.

Prima donna ad abitare a Villa Wolkonsky (residenza ufficiale dell'ambasciatore britannico in Italia, ndr), Morris ha preferito il titolo di "ambasciatore" a quello di "ambasciatrice":

"Ho scelto di usare l'ambasciatore, solo per evitare confusione, perché spesso la moglie dell'ambasciatore viene chiamata ambasciatrice, ma sicuramente non mi offenderò se qualcuno mi chiamerà ambasciatrice", ha scherzato.

Sempre più donne, a partire da Theresa May, scalano le vette del potere in momenti delicati...

"Non so, è una coincidenza grande - ha affermato, sottolineando - Per me è più un'evoluzione, non una rivoluzione, ma una evoluzione".