Non ci saranno azioni coordinate del G7 per sostenere la crescita globale con incrementi di spesa pubblica, anche se la congiuntura mondiale e' debole e i mercati sono instabilili e soggetti al rischio immediato di destabilizzazione del Brexit . I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G7, riuniti a Sendai in Giappone, hanno concordato su un impegno piu' generico a lavorare per affrontare i rischi downside che corre l'economia, calibrando l'insieme delle politiche monetarie, fiscali e di riforme. Le divergenze di opinione sull'impatto delle politiche fiscali (con la Germania sul fronte del rigore) non hanno consentito di fissare direttrici congiunte, mentre il recentissimo rilancio della prospettiva di un rialzo a breve dei tassi americani ha cambiato i termini anche del dibattito sulle politiche valutarie.
Cosi' al prossimo vertice G7 dei leader di settimana prossima non sembra profilarsi un messaggio forte su un ruolo di leadership dei Paesi industrializzati per spronare una crescita a fronte del rallentamento dei Paesi emergenti a partire dalla Cina. Secondo il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, sono stati apprezzati gli sforzi italiani sul fronte delle riforme. Per Padoan l'economia globale non e' a rischio immediato di crisi, ma nemmeno di una possibile accelerazione della crescita. Tra le misure annunciate al G7, spiccano due piani finanziari di azione: uno per combattere il terrirismo bloccando le sue forti di finanziamento e uno della Banca Mondiale per affrontare piu' tempestivamente gli impegni necessari a frenare le pandemie.