Roma, (askanews) - La pilota ucraina Nadiya Savchenko, uscita dalle prigioni russe a maggio, ha lanciato un nuovo sciopero della fame per protestare contro il governo di Kiev, accusato di non essere riuscito a far tornare a casa gli altri prigionieri di guerra dall'est separatista.

"Questi non sono i figli di Petro Poroshenko (il presidente ucraino, ndr) in galera, e lui non si preoccupa dei tuoi figli. Ognuno di noi deve lottare per i suoi cari, come mia sorella e mia madre hanno fatto per me", ha denunciato la pilota.

"Per questo oggi annuncio nuovamente uno sciopero della fame in risposta all'incapacità di coloro al potere di rilasciare i cittadini ucraini dalla detenzione. Porterò avanti lo sciopero fino a quando non sarà raggiunto un risultato positivo".

Un tribunale russo ha dichiarato la 35enne ex militare, considerata una eroina in patria e una criminale di guerra in Russia, a 22 anni di prigione a marzo per l'uccisione nel 2014 di due giornalisti russi nella zona di guerra dell'Ucraina. Eletta deputata nelle file del partito "Patria", Savchenko è stata liberata dopo uno scambio di prigionieri tra i due paesi e ora tenta di riportare a casa 100 soldati ucraini catturati dagli insorti filo-russi che controllano il sud-est dell'ex repubblica sovietica nel conflitto che ha causato 9.500 morti.