Ankara, (askanews) - La Turchia ha ricordato il sanguinoso tentativo di golpe del 15 luglio 2016 contro il presidente Recep Tayyip Erdogan, in cui persero la vita 248 persone e più di 2.000 rimasero ferite.

Il tentato golpe nella notte tra il 15 e il 16 luglio di due anni fa ha portato a purghe nel settore pubblico e al rafforzamento dei poteri del capo dello Stato.

Dopo un pranzo ad Ankara con i parenti delle vittime, Erdogan in serata è andato a Istanbul, dove ha tenuto un discorso nei pressi del "Ponte dei martiri", uno dei tre ponti della città che attraversano lo stretto del Bosforo, di cui i golpisti avevano preso il controllo, uccidendo decine di civili che cercavano di cacciarli, tra cui un amico del presidente.

"I terroristi fuggiranno e noi li perseguiremo ovunque andranno. Coloro che rovinano la serenità a questo paese, li troveremo, loro troveranno il nostro esercito, la nostra polizia".

"Porteremo avanti la nostra battaglia nel quadro del diritto fino a quando l'ultimo traditore di Feto (Fetullah Terrorist Organisation) ne renderà conto".

Il presidente accusa del golpe un ex alleato, il predicatore Fetullah Gulen, che da una ventina d'anni risiede negli Stati Uniti e nega ogni coinvolgimento.