Istanbul (askanews) - Il Ponte sul Bosforo a Istanbul sarà ribattezzato "Ponte dei martiri del 15 luglio", in omaggio alle vittime del colpo di Stato fallito. Un nome, annunciato dal primo ministro Binali Yildirim, che ricorderà per sempre la lunga notte del tentato golpe militare, una notte da cui la Turchia non si è ancora svegliata, anzi la luce non è mai stata così lontana.

Da allora il presidente Erdogan ha dato il via ad una serie di arresti e rimozioni facendo piazza pulita di qualsiasi avversario politico, vero o presunto, in praticamente tutti i settori della società civile: sono stati arrestati, licenziati o rimossi migliaia di giudici, funzionari pubblici, esponenti religiosi, insegnanti e rettori di università, giornalisti. Nelle ultime ore sono stati spiccati mandati di arresto contro 47 ex dipendenti del quotidiano Zaman. Epurazioni, ha avvertito il primo ministro "che non sono ancora finite".

Sono stati arrestati anche migliaia di agenti e soldati, oltre a centinaia di generali, considerati diretti responsabili del tentato golpe. Secondo l'agenzia di stampa progovernativa Anadolu l'1,5% dell'esercito avrebbe partecipato al golpe, in tutto quasi 9mila persone che avrebbero usato 35 caccia, 37 elicotteri, 246 blindati di cui 74 tank, oltre a tre navi.