Istanbul (askanews) - Caos in Turchia dopo il fallito colpo di stato di venerdì scorso. La 'vendetta' post-golpe del "sultano" è pesante, continuano le epurazione lanciate tra insegnanti, rettori, polizia, esercito, giustizia e media: già oltre 55.000 persone sono finite sotto la scure del leader turco.

"Abbiamo deciso l'instaurazione dello stato d'emergenza per tre mesi" ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che dopo la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, ha detto: "altri nomi arriveranno nei prossimi giorni. Non abbiamo ancora finito", pur assicurando che la Turchia "non si allontanerà mai dal sistema della democrazia parlamentare".

Il Presidente ha poi alluso alla complicità di stati stranieri del fallito golpe e si è rivolto con parole molto dure all'Uione europea, che da giorni gli ricorda l'incompatibilità tra pena capitale e procedura di adesione. Erdogan ha tagliato corto: "Per 53 anni abbiamo bussato alla porte dell'Unione europea e ci hanno lasciato fuori, mentre altri entravano. Se il popolo decide per la pena di morte, e il Parlamento la vota, io la approverò".

Migliaia di sostenitori di Erdogan, prevalentemente uomini, sono tornati in piazza a Istanbul inneggiando slogan in suo favore e sventolando la bandiera turca.

Sul sito "viaggiaresicuri.it", la Farnesina raccomanda ai connazionali la massima cautela negli spostamenti e di tenersi informati sui media internazionali e locali sugli sviluppi della situazione.

(immagini AFP)