Una staffetta di mille chilometri per non dimenticare. La «1000 km Relay to Tokyo» parte da Aomori e in dieci tappe arriva nella capitale attraversando le aree devastate dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011: a piedi o in bicicletta, i partecipanti arrivano da tutto il Paese a constatare il ritorno della speranza attraverso i progressi nella ricostruzione e nel rilancio delle attività economiche. L'iniziativa - organizzata dal governo metropolitano e dalla Tokyo Sport Benefits - è arrivata alla sua quarta edizione e intende anche favorire i contatti con le popolazioni locali. La tappa principale è a Sendai, il capoluogo del Tohoku (Giappone settentrionale), dove per l'evento sono convenute numerose celebrità dello sport e dello spettacolo, anche straniere come il chitarrista Marty Friedman.
Il momento più toccante è stato il minuto di silenzio al parco memoriale sorto sull'area costiera di Iwanuma, dove un momento ricorda le vittime della zona. Lì sono sorte le «Millennium Hope Hills», come incoraggiamento verso il futuro. Oltre alla barriera antitsunami che e' stata completata, si fa notare l'attivita' di rimboschimento destinata a far rinascere la foresta costiera che per secoli ha protetto la zona. Le piante sono ancora in una fase iniziale di crescita, sullo sfondo dei pochi alberi che hanno resistito all'urto delle onde.
Il sindaco di Iwanuma, Hiroo Kikuchi, ha portato il suo saluto ai partecipanti: non ha che parole di ringraziamento per loro, oltre che per il governo e le entità straniere che hanno contribuito alla rinascita di una zona dove la ricostruzione è stata più spedita che altrove. Tanto che da aprile non ci sono più sfollati che vivono in prefabbricati temporanei, a differenza di molte altre aree del Tohoku. La domenica mattina, da tutta la provincia arrivano in tanti al limitrofo mercato di Yuriage, che fu spazzato via e ha riaperto nel 2013. Nelle strutture coperte costruite con legno donato dal Canada così come nei barbecue all'aperto, c'e' vivacità e allegria. E gli stessi operatori dicono: ora e' meglio di prima