Washington (askanews) - Colpito e quasi affondato. Naviga in acque molto pericolose la carriera del vice ammiraglio Joseph Aucoin comandante della Settima flotta degli Stati Uniti, di base a Yokosuka, in Giappone, responsabile di tutte le unità navali americane, di superficie, sottomarine e aeree, dislocate nell'Oceano Pacifico occidentale e in parte dell'Oceano Indiano per un totale tra 50 e 70 vascelli e sottomarini. Aucoin, in servizio dal 1980, è in procinto di essere silurato dal Pentagono. Era diventato comandante della Settima flotta nel 2015 e sarebbe dovuto andare in pensione tra poche settimane.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è di pochi giorni fa con la collisione tra il cacciatorpediniere statunitense "John McCain" e una petroliera al largo di Singapore. Cinque marinai sono rimasti feriti e dieci risultano dispersi. A giugno lo scontro un centinaio di chilometri a sudovest da Yokosuka, nella baia di Tokyo, tra il cacciatorpediniere "Fitzgerald", una nave da guerra tra le più moderne che dispone di sistemi radar avanzatissimi, e un portacontainer filippino, aveva provocato la morte di altri sette marinai statunitensi. In totale, da gennaio a oggi, quattro incidenti hanno causato la perdita di diciassette marinai, tra morti e dispersi.

Le cause dell'ultimo incidente non sono chiare, ma non stupisce che i vertici della Marina militare statunitense abbiano perso fiducia nelle capacità di comando di Aucoin.